Credito d’imposta 2021 – come recuperare qualche soldo

Crediti d’imposta disponibili nel 2021 a sostegno di imprese e professionisti per favorire la ripresa economica nel post-Covid-19.

Tra i principali troviamo, gli incentivi del Piano Transizione 4.0, rafforzati dalla legge di Bilancio 2021. Si tratta dei bonus per gli investimenti in beni materiali e immateriali 4.0 e non, per la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione tecnologica e per la formazione 4.0. Ma anche agevolazioni ad hoc per il settore turistico, per il rafforzamento patrimoniale delle imprese di medie dimensioni, per gli investimenti pubblicitari e nel Mezzogiorno, nonchè a favore delle PMI che decidono di quotarsi e per le operazioni di riorganizzazione aziendale.

Investimenti, ricerca e innovazione, rafforzamento patrimoniale, riorganizzazione aziendale, accesso al mercato dei capitali e sostegno alle imprese del settore turistico.
Sono questi i principali ambiti di intervento dei crediti d’imposta disponibili nel 2021 a sostegno della ripartenza nel post-Covid-19.
 

Piano Transizione 4.0

Tra i principali crediti d’imposta, ci sono i bonus del Piano Transizione 4.0, rafforzati dalla legge di Bilancio 2021 (l. n. 178/2020).
Si tratta del credito d’imposta per gli investimenti in beni materiali e immateriali 4.0 e non, per la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione tecnologica e per la formazione 4.0.
 

Bonus investimenti

I crediti d’imposta per gli investimenti si differenziano a seconda delle caratteristiche del bene e dell’anno di acquisizione.
La nuova disciplina introdotta dalla legge di Bilancio 2021 (commi da 1051 a 1063) è valida per gli investimenti in beni strumentali nuovi, destinati a strutture produttive ubicate in Italia, effettuati dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2022, ovvero fino al 30 giugno 2023, a condizione che entro il 31 dicembre 2022 l’ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti per almeno il 20% del costo di acquisizione.
 
Per i beni materiali 4.0 (beni ricompresi nell’allegato A annesso alla legge di Bilancio 2017), il credito d’imposta – fruibile solo dalle imprese – è riconosciuto:
 
  •  per gli investimenti effettuati dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021 (ovvero fino al 30 giugno 2022, se entro il 31 dicembre 2021 l’ordine è stato accettato dal venditore ed è stato pagato almeno il 20% del prezzo): nella misura del 50% del costo, per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro, del 30% del costo, per la quota di investimenti superiori a 2,5 milioni e fino a 10 milioni, e del 10% del costo, per gli investimenti tra 10 e 20 milioni di euro;
  •  per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio e fino al 31 dicembre 2022 (ovvero fino al 30 giugno 2023, se entro il 31 dicembre 2022 l’ordine è stato accettato dal venditore ed è stato pagato almeno il 20% del prezzo): nella misura del 40% del costo, per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro, del 20% del costo, per la quota di investimenti superiori a 2,5 milioni e fino a 10 milioni e del 10% del costo per la quota di investimenti superiori a 10 milioni e fino a 20 milioni.
Per i beni immateriali 4.0 (beni ricompresi nell’allegato B annesso alla legge di Bilancio 2017, come integrato dalla legge di Bilancio 2018), invece, per gli investimenti effettuati dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2022 (ovvero fino al 30 giugno 2023, se entro il 31 dicembre 2022 l’ordine è stato accettato dal venditore ed è stato pagato almeno il 20% del prezzo), il credito d’imposta (riconosciuto alle imprese) è pari al 20% del costo, calcolato su un importo massimo di 1 milione di euro.
 
Sono agevolabili anche le spese per servizi sostenute in relazione all’utilizzo dei beni mediante soluzioni di cloud computing, per la quota imputabile per competenza.
 
Per gli investimenti in beni strumentali materiali ed immateriali “ordinari” non 4.0, il credito d’imposta – fruibile da imprese ed esercenti arti e professioni – è riconosciuto:
 
  • per gli investimenti effettuati dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021 (ovvero fino al 30 giugno 2022, se entro il 31 dicembre 2021 l’ordine è stato accettato dal venditore ed è stato pagato almeno il 20% del prezzo): nella misura 10% del costo, su un importo massimo di 2 milioni di euro per i beni materiali e di 1 milione per i beni immateriali, elevato al 15% per gli strumenti e dispositivi tecnologici per la realizzazione di forme di lavoro agile (articolo 18, legge 81/2017);
  •  per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio e fino al 31 dicembre 2022 (ovvero fino al 30 giugno 2023, se entro il 31 dicembre 2022 l’ordine è stato accettato dal venditore ed è stato pagato almeno il 20% del prezzo): nella misura del 6% del costo, sempre su un importo massimo di 2 milioni di euro per i beni materiali e di 1 milione per i beni immateriali.

Bonus pubblicità

  • Per gli investimenti pubblicitari, impreseenti non commerciali lavoratori autonomi possono contare anche nel 2021 (e nel 2022) sul bonus pubblicità.
    Per gli investimenti pubblicitari realizzati sui giornali quotidiani e periodici, anche on line (stampa), la legge di Bilancio 2021 (comma 608) ha confermato la disciplina speciale introdotta dal decreto Cura Italia (articolo 98), come modificata dal decreto Rilancio (articolo 186), che prevede un credito d’imposta nella misura unica del 50% dell’intero volume di investimenti effettuati su tale mezzo di informazione. Anche nel 2021 (e 2022), ai fini del riconoscimento del credito d’imposta per le campagne pubblicitarie sulla stampa non è necessario aver sostenuto nell’anno precedente analoghi investimenti sugli stessi mezzi di informazione né la condizione del valore incrementale degli stessi investimenti (superiore almeno dell’1% rispetto al valore di quelli effettuati nell’anno precedente). Ciò comporta che nel 2021, per gli investimenti pubblicitari sulla stampa, possono beneficiare all’agevolazione anche:
  • i soggetti che programmano investimenti inferiori rispetto a quelli effettuati nel 2020;
  • i soggetti che nel 2020 non abbiano effettuato investimenti pubblicitari;
  • i soggetti che iniziano la loro attività nel 2021.


Per gli investimenti pubblicitari sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, invece, si applica la disciplina ordinaria di cui al comma 1-bis dell’articolo 57-bis del D.L. 50/2017: il bonus spetta nella misura del 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, a condizione che l’ammontare complessivo degli investimenti pubblicitari realizzati superi almeno dell’1% l’importo degli analoghi investimenti effettuati su tale mezzo di informazione nell’anno precedente.

Bonus investimenti Mezzogiorno

Per l’acquisto di beni strumentali nuovi destinati a strutture collocate nelle regioni del Sud Italia, grazie alla proroga disposta dalla legge di Bilancio 2021 (commi 171-172), le imprese hanno ancora a disposizione il credito d’imposta per investimenti nel Mezzogiorno, di cui all’art. 1 commi 98 e seguenti, della legge di Stabilità 2016 (l. n. 208/2015).
 
Sono agevolabili gli investimenti facenti parte di un progetto di investimento iniziale e relativi all’acquisto di macchinariimpianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive ubicate nelle regioni Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo.
 
Il credito d’imposta è commisurato alla quota del costo complessivo dei beni, nel limite massimo, per ciascun progetto di investimento, pari a 3 milioni di euro per le piccole imprese, a 10 milioni di euro per le medie imprese e a 15 milioni di euro per le grandi imprese.
 
L’intensità massima dell’aiuto è pari:
  • al 45% per le piccole imprese, al 35% per le medie imprese, al 25% per le grandi imprese per le Regioni Calabria, Puglia, Campania, Sicilia, Basilicata e Sardegna;
  • al 30% per le piccole imprese, al 20% per le medie imprese e al 10% per le grandi imprese, per le Regioni Abruzzo e Molise.
I soggetti che intendono avvalersi del credito d’imposta devono presentare apposita comunicazione all’Agenzia delle Entrate.

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